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ImageLA MOLDAVIA: un paese disperato

ImageSuperficie: 33.700 Km
Abitanti: 4.300.000 (1989)
Densità: 129 ab/Km

Forma di governo: Repubblica presidenziale
Capitale: Kisinev (684.000 ab.)
Altre città: Tiraspol 65.000 ab.
Gruppi etnici: Moldavi 65%, Ucraini 14%, Russi 13%
Paesi confinanti: Romania ad OVEST, Ucraina a SUD, EST e NORD

Elevazione massima: 429 m
Fiumi principali: Dnestr 1370 Km (totale, compreso tratto ucraino), Prut 926 Km (totale, compresi tratti ucraino e romeno)
Laghi principali: Lacul Ghidighici


Lingua: Romeno (ufficiale), Ucraino, Russo
Religione: Ortodossa
Moneta: Leu moldavo

Disoccupazione: il 39 % ufficiale, l’85% reale. Reddito: il 70% degli abitanti vive sotto il livello ufficiale di povertà dei minori sotto i 14 anni 15000 sono orfani, 25000 handicappati, 15000 ritardati. Solo il 33 % dei bambini in età prescolare frequenta la scuola materna. Ci sono 72 Istituti che ospitano 12800 bambini abbandonati.
Dal 1918 al 1940 la Moldavia fece parte della Romania: dal 1940 fu annessa da Stalin alla Russia. Dopo il crollo dell’URSS i russofoni hanno rifiutato l’indipendenza e proclamato la repubblica del Transdniester. Ne è seguita una guerra civile con migliaia di morti.
Cosi’ la povertà dilaga e la famiglia strangolata dalla crisi sacrifica i pi piccoli e i vecchi. I debiti divorano almeno 90.000 famiglie e 15.000 donne l’anno popolano i centri di antialcolismo. Dopo l’indipendenza almeno una scuola su tre a chiusa. "La verità è che non riusciamo a sopravvivere alla transizione perchè non sappiamo ancora chi siamo. La nostra Moldavia in fondo è solo una regione geografica " dice Dolganiuk un poliziotto che abbiamo conosciuto "Fino al 1940 era un pezzo della Romania. Poi Stalin ci ha preso e ha fondato la repubblica Moldava. Nel 1990 è arrivata la liberazione, ma i Russi non l’hanno accettata. Allora è scoppiata una guerra civile che ci ha portato migliaia di morti. Oggi il paese è abitato da Rumeni che non si sono mai sentiti Moldavi, da Russi, Ucraini, Gagauzzi e zingari."

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Una vista della Piazza delle Nazioni Unite a Chisinau

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La piazza centrale di Chisinau

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Le case di Hincesti

La storia

Cosi’su una terra fertile, all'ombra delle querce e dei faggi, con il mar Nero ai suoi piedi: così si è formato il popolo romeno della Repubblica Moldava. Questo paese è situato all'oriente d'Europa, tra due fiumi che ne segnano ilo confine: il Nistro ed il Prut. Durante i secoli il territorio è stato così sminuzzato e frazionato al punto che ad oggi la superficie non raggiunge i 40.000 kmq. I suoi confini corrispondono a Ovest con la Romania, mentre per la restante parte con l'Ucraina. La storia di questo popolo risale a milioni di anni fa, da quando gli antichi Traci formarono le tribù dei Geti e dei Daci nell'area Carpatico - Danubiana - Ponti. Il primo che ne riunì le tribù costituendo così una forza rilevante nell'area est europea fu Burebista. Nel 105 - 106, l'imperatore romano Traiano riuscì a conquistare parzialmente il territorio dei Geto - Daci ( chiamato allora Dacia) e lo trasformò in una provincia romana. Grazie a questa vittoria e in onore del coraggio e della resistenza dei Daci, venne eretta a Roma la colonna Traiana dove ancora oggi è possibile vedervi incise le gesta e le scene di quella guerra. Da allora il popolo della Dacia si romanizzò e venne chiamato come tutt'ora romeno. Durante i secoli i romeni hanno dovuto difendersi contro invasori turchi, mongoli, tartari, ungheresi e slavi. Il loro territorio è stato occupato, smembrato e infine scisso in tre nuovi stati: la Romania, la Moldavia e la Transilvania. Il paese della Moldavia si estende dalla pianura fino alle montagne dei Carpazi. Il nome Moldavia deriva proprio dalla sua ubicazione geografica: dalle parole latine “molisâ€?, che significa morbido ( come le pianure) unita a “davaâ€?, che significa città . I romani la chiamarono Moldava, poi Moldova. Una delle maggiori figure che guidarono la Moldova fu Stefano il Grande, eroe nazionale ancora oggi famoso per aver difeso il paese per decenni dall'invasione turca e mongola. Memorabile una sua citazione in cui affermava che la Moldova non appartiene né a lui né ad altri, ma bensì alle generazioni future. Alla sua morte il paese venne occupato per lungo tempo dai turchi. Solo con Michele il Bravo, nel 1600, il popolo romeno ritrovò la sua unità  e la sua indipendenza ma, ben presto, nuovi invasori rioccuparono e divisero la Moldova. Ai primi del 1800, una regione del paese, situata tra le rive dei fiumi Prut e Nistro (la Bessarabia) venne annessa alla Russia. La restante parte della Moldova venne ceduta alla Romania, dove entrò ufficialmente a farne parte nel 1859. Solo la Transilvania rimase sotto la dominazione ungherese. L'ultimo tentativo di riunificate l'intero popolo romeno avvenne nel 1918, dopo la fine della I^ Guerra Mondiale, ma questo ennesimo tentativo durò ben poco. La Russia spinta dal grande interesse economico di voler possedere la Moldova, ricca di agricoltura e soprattutto di grano, strinse un patto con la Germania (Molotov - Ribentrop) per l'occupazione della Bessarabia ed in seguito, durante la II^ Guerra Mondiale, la occupò. Sotto la dominazione stalinista e russa il popolo romeno della Moldova soffrì fame e deportazione di massa in Siberia; soltanto nel 1988, le idee rivoluzionarie della Perestroika del presidente russo Gorbaciov, portarono libertà  e autonomia alla Moldova, che infine, il 23/08/1991 dichiarò la propria indipendenza. Così si è formato questo piccolo paese chiamato Moldova.

Artigianato e turismo

Ogni località  della Repubblica Moldava offre una vasta scelta di prodotti tipici artigianali: dalle icone alle sculture in legno, ai ricami, ai costumi tradizionali, oltre ai famosi e coloratissimi tappeti in lana. E' possibile acquistarli un po' ovunque, nelle botteghe di città  od in piccoli mercatini dislocati ai bordi delle strade principali. A Chisinau poi esiste una vera e propria esposizione d'arte all'aria aperta: quadri, oggetti di ceramica, sculture in legno e molte altre piccole e grandi curiosità  sono esposte ogni giorno dell'anno nei giardini pubblici del centro offrendo ai visitatori una vasta scelta per acquisti di souvenir d'arte. La Moldova, oltre ai suoi prodotti artigianali, offre ai visitatori una vasta scelta di turismo. Il suo paesaggio con i tanti piccoli e grandi fiumi, la sua storia con le rovine ancor oggi visitabili di trenta antiche città Geto-Daciche risalenti al V secolo A.C., le sue fortezze medievali, i suoi monasteri ortodossi ed infine le città . Chisinau, la capitale situata su sette colli (come Roma!), si estende su una superficie di 120 Km2 e conta ben 800.000 abitanti. Tante sono le opportunità  ricettive alberghiere presenti nella città  con numerosissimi ristoranti che propongono ottimi menu tradizionali e cucina internazionale. Da visitare assolutamente per chi si reca in Moldavia sono le cantine vinicole, così numerose ed apprezzate da costituire una vera e propria "via del vino". La coltivazione della vite è infatti una delle più antiche attività  del popolo Moldavo. La zona maggiormente produttiva è quella intorno a Cricova ( a pochi chilometri da Chisinau) dove è possibile visitare e percorrere in auto una cantina sotterranea per circa 60 Km: la più lunga del mondo! Per chi ama il vino la Moldavia risulta essere un paese da non perdere. E' consigliabile la visita ad Ottobre quando le vie di Chisinau si trasformano in un'unica e grande cantina, dando origine ad un'immensa e briosa esposizione di vini e prodotti gastronomici locali. A Chisinau è inoltre possibile visitare anche numerosi musei tra i quali quello dedicato al celebre poeta russo A. S. Pushkin che trovò ospitalità  da esiliato nella capitale moldava ed il museo Nazionale di Etnografia e Storia Naturale, il più antico museo del Paese, contenente preziose collezioni naturalistiche ed archeologiche tra le quali il più grande e completo scheletro di dinosauro ottimamente conservato, risalente a 7 milioni di anni fa. Degno di una visita anche il museo della città  dove al suo ingresso è situata una lupa con Romolo e Remo, a simbolo delle origini latine e romane di questo popolo.
 

 

 

 

 

 
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